PAC: Il segreto della ricchezza

Dribblare alla Messi? Creare un software innovativo? Avere un’idea imprenditoriale di successo? Scrivere un libro, incidere un disco, girare un film campione di incasso? Diventare un fashion blogger? Niente di tutto questo! J.P.Morgan, fondatore dell’omologa e celeberrima banca era solito ripetere che l’unico modo da lui conosciuto per diventare e rimanere ricco consistesse nel “risparmiare tutto quanto possibile, non appena possibile”.

Oggigiorno più che mai, per il piccolo o grande risparmiatore che sia, stante una concomitanza di fattori di contesto, è auspicabile fare propria la filosofia di J.P.Morgan. La maggior parte delle borse mondiali hanno toccato o sono in procinto di superare i loro massimi di sempre, in presenza, oltretutto, di una sorniona e apparentemente bassa volatilità innaturale; siamo altresì alla vigilia di attesi rialzi dei tassi delle principali banche centrali (Bce per ora esclusa); le tensioni geopolitiche internazionali non mancano in ogni dove; il debito pubblico mondiale è alle stelle; la distribuzione della ricchezza tra la popolazione mondiale è diseguale, asimmetrica ed estrema. Unici dati molto positivi sono la persistente crescita del Pil mondiale e l’uscita dalla fascia di povertà assoluta di circa un miliardo di persone nel mondo. L’Italia, dal canto suo, è sempre stato un paese di eccezionali risparmiatori frequentemente rivelatisi in passato sprovveduti investitori. Una delle concause che hanno portato ad una cattiva allocazione del sudato risparmio familiare è certamente insita nell’assente o cattiva pianificazione finanziaria.

I soldi accumulati sul conto corrente, solamente quando ritenuti eccessivi, sono stati investiti spesso alla rinfusa e senza una precisa strategia di fondo nel prodotto del momento o nel peggiore dei momenti: fossero pure bond argentini rastrellati alla vigilia del crack, azioni internet con cui fare trading improvvisato all’apice della bolla del Nasdaq americano (l’indice tecnologico guida) o obbligazioni subordinate bancarie sottoscritte subito prima o subito dopo l’inizio della crisi bancaria internazionale da cui stiamo pian piano uscendo in questi ultimi trimestri; non era rilevante! Al piccolo risparmiatore interessava soltanto impiegare rapidamente il denaro parcheggiato da troppo tempo sul conto corrente. Impiegarlo in fretta, alla bella e meglio, soltanto per togliersi il problema.

Per evitare il ripetersi in futuro di simili “strategie di investimento”, ci permettiamo, in punta di piedi, di suggerire l’utilizzo di uno strumento nato sia per costringersi ad un periodico e costante risparmio forzoso sia per ricercare opportunità di rendimento superiori riducendo il rischio chiamato market timing. Stiamo parlando del c.d. “pac”: piano di accumulo di capitale. Si sceglie come bersaglio una Sicav o un fondo comune di investimento; si stabiliscono durata del piano, frazionamento delle rate (che possono essere mensili, trimestrali o semestrali) e il giusto passo del versamento automatico periodico e si comincia! Così facendo ci si costringerà, poco a poco, ad accumulare risorse preziose che, entrando ratealmente in mercati finanziari anche volatili, potranno rivalutarsi grazie al fattore temporale e alla concreta possibilità di sfruttare le possibili discese dei prezzi di ingresso che verosimilmente nel tempo potranno concretizzarsi. J.F.K. disse che “il tetto della casa va riparato quando c’è il sole”.

E’ certamente vero ma ancora più saggio sarebbe costruire l’intero edificio seguendo un progetto preciso, rispettando la tempistica prevista, adoperandosi con costanza, prudenza e la necessaria perizia. In questo modo, quando splenderà il sole, basterà una semplice, rapida e ordinaria manutenzione del tetto con grande risparmio di tempo e denaro. Il nostro miglior investimento.

 

GALBIATI CARLO F.F.
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Carlo F.F. Galbiati | consulente finanziario | consulenzafinanziaria@carlogalbiati.it

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